IL DOPO EMERGENZA CORONAVIRUS E GLI EFFETTI SULL’UOMO E SULLA SUA ECONOMIA

Quando l’inaspettato si presenta alla porta tutto il conosciuto, frutto del sapere dell’uomo, e il “divenire normale” della vita di ciascun di noi, muta sorprendentemente. Allora, l’appreso e il complesso meccanismo in cui l’essere umano moderno si muove, dovrebbe diventare un ottimo spunto perchè venga messo in discussione, cercando nuovi metodi applicativi e nuove norme comportamentali capaci di riportare l’umanità verso un’organizzazione più intelligente e razionale.


Infatti, le regole che gestiscono l’essere umano moderno dovrebbero essere conformi alla sua struttura morale, psichica e fisica, in perfetta sintonia con l’ambiente in cui è obbligato a condividere il proprio percorso di vita. Quest’affermazione sembra un’eresia, ma è indubbio che il nostro attuale modello organizzativo ci ha portati ad una deviazione epocale dalla nostra naturale essenza, costringendoci a vivere a velocità sempre più esasperate che, tra l’altro, ci obbligano a specializzarci costantemente, trasformando anche il "sapere" in un oggetto obsolescente.

Ma quando l’inaspettato si presenta alla porta scopriamo di essere fragili, così come si presenta fragile e inadeguata anche la nostra complessa struttura organizzativa. Tuttavia, fino a quando l’inaspettato non si presenta alla porta, ci illudiamo che tale struttura sia l’unica verità di vita e ci arrovelliamo per costruire continue impalcature atte a tenerla in piedi, senza metterne mai in dubbio l’adeguatezza; non solo, ma dal secolo scorso abbiamo anche programmato generazioni di persone a rincorrere un sapere sempre più sofisticato e settoriale, trasformandole in robots, e violentando il proprio naturale spirito creativo, insito nell’essere umano. Ma l’uomo è un essere imperfetto e, per tale ragione, non può né sostenere né gestire meccanismi così rigidi e severi, in cui le statistiche e il solo ed esclusivo calcolo algebrico ne sono l’anima di verità assoluta.

Con questa introduzione vogliamo affermare che, viste le attuali circostanze, crediamo sia un’ottima opportunità per l’umanità trovare spunti di ispirazione così elevati da provare a dirigere l’attuale e le future generazioni verso un cammino di vita non più dettato dal solo profitto, ma dalla sensibilità dell’uomo, che deve essere il vero spirito guida della sua razionalità, perché capace di ricollocarlo nella natura e nei suoi tempi esatti.

In tal senso, auspichiamo che i nostri governanti e il popolo della terra continuino a proseguire le politiche di sviluppo e incentivazione di quella nuova economia di sostenibilità (che stava cominciando appena a muovere i primi passi), in cui l’ambiente veniva messo come priorità per il bene della vita del pianeta e di tutti i suoi abitanti.

Il nostro pensiero va a come la politica gestirà il "dopo Coronavirus", visto che, una volta debellato, sarà stato la causa di gravi squilibri economici, che porteranno ad una recessione mai vista prima a livello mondiale. Di conseguenza, sarà credibile l’avverarsi di un rallentamento dello sviluppo e la naturale caduta di incentivazione da parte degli stati a promuovere nuove imprese eco-sostenibili (noi di PEGASO produciamo fari a LED) ed attività ad economia circolare, così come la politica di riconversione “Green” degli impianti di produzione delle attuali aziende maggiori generatrici di CO2 nel mondo.

Tale preoccupazione è il frutto di quanto enunciato da Fatih Birol, Direttore Esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, che, in un lungo post su LinkedIn, ha esortato tutti a non dimenticare, mettendo da parte, la grande sfida al cambiamento climatico: “I governi stanno delineando piani di stimolo per fronteggiare i danni economici del coronavirus. Questi piani offrono una grande opportunità per assicurarsi che l’obiettivo di dare vita a un futuro più sicuro e sostenibile non si perda nel turbinio delle priorità immediate”.

Inoltre, l’epidemia potrebbe fiaccare la pressione dell’opinione pubblica nella promozione dell’economia circolare, della biodiversità, di un modello economico sostenibile: in generale di tutti gli obiettivi per cui è stato pensato e lanciato il Green Deal Europeo. Lo stesso interesse dei governi a realizzare quei propositi potrebbe venire meno o indebolirsi. In fondo, ci sono altri bisogni più impellenti da soddisfare e l’attività politica e legislativa, già limitata per motivi sanitari, è orientata e concentrata su di loro. Come si legge nel reportCovid-19: Impact on Clean Energy, Transport and Materials di BloombergNEF, con i parlamenti chiusi o impegnati ad affrontare l’emergenza, le procedure legislative relative a progetti “Green” potrebbero interrompersi. E questo potrebbe incidere negativamente sulla domanda di tecnologia verde e di energia pulita.

Siamo consapevoli, infine, che gli Stati e le loro popolazioni stanno affrontando un’emergenza mondiale, di cui è difficile sapere o prevedere la fine, e in cui hanno adottato provvedimenti molto restrittivi, in controtendenza rispetto ai pacchetti di stimolo per sostenere sanità e sistemi produttivi. Ma nell’approntare queste nuove misure, non dovrebbero accantonare quelle iniziative che erano state pensate per investire sulle tecnologie green e favorire la transizione energetica. Soprattutto quando alcuni studi ci ricordano che il Covid-19 colpisce più duro nelle aree più inquinate. Non possiamo sperare di abbattere le emissioni inquinanti solo quando l’economia è in ginocchio per un’epidemia.

Benchè quest’argomento non tocchi il nostro settore economico poiché, anche dopo il Coronavirus, i LED continueranno il proprio naturale cammino di crescita, tuttavia la lezione della pandemia ci ha reso più coscienti e consapevoli che siamo esseri umani e che viviamo tutti su un unico pianeta, formando un’unica famiglia mondiale. Pertanto, ci auspichiamo che le decisioni politiche, a seguito della pandemia, vertano su argomentazioni dettate dal buonsenso e dall’amore per la vita, piuttosto che dal difendere esclusivamente posizioni economiche-finanziarie che hanno regolato e regolano, tuttora, la vita di ogni essere vivente sul pianeta.

Il nostro Centro Ricerca e Sviluppo (Pegaso Innovation Lab), comunque, continuerà la sua azione di innovazione sempre più spinta verso un’economia sostenibile e in sintonia con la salute e la vita dell’uomo e della natura.

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